Sacrosantamente vero è che le difficoltà che incontriamo nella vita sono necessarie a crescere, ci fanno soffrire, ma inevitabilmente ci fortificano sempre più. Superare i disagi e capire l'importanza di andare avanti, promuovendo la costruzione della nostra "esistenza", ci rende più abili e scaltri nel prevedere l'imprevisto, ma a volte anche ciechi di fronte a quello che abbiamo sempre desiderato! Spesso riuscire a venir fuori da situazioni che ci hanno reso la vita uno schifo ci permette di sopravvivere, attraverso quelli che vengono chiamati comunemente meccanismi di difesa, ma già il termine la dice lunga… Difesa; sì, per andare avanti, anche se in apparenza ci sembra di aver superato chissà che cosa, è necessario difendersi.Ecco perché spesso le persone che hanno sofferto molto non riescono a, perdonatemi il paradosso, non fare soffrire!E spesso chi viene fatto soffrire è una persona che, invece, è là, pronta a donare tutta se stessa, quasi come se l'incastro perfetto trovasse forza, come al solito, nei due poli: uno negativo e l'altro positivo. Ho sempre avuto la convinzione che tutta questa necessità di "difendersi" sia sempre stata particolarmente forte. Probabilmente perché alla base dell'accettazione, del famoso outing, si cela sempre la paura di essere veramente se stessi e questo non aiuta nelle relazioni, anche quelle che potrebbero apparentemente sembrare "importanti". Si ha paura di vivere per quello che si è, si ha il disagio di essere pienamente se stessi; di riconoscere appieno la voglia di accettare il momento di benessere immortalato, spesse volte, in un furtivo, ma piacevole, gesto d'amore. Allora si vive l'attimo, o come spesse volte si sente raccontare "carpe diem" e non ci si sofferma su ciò che è oltre quel "diem"! Nel senso che è utile cogliere l'attimo, tanto quanto, a mio avviso, interiorizzarlo dentro di sé, al fine di renderlo costruttivo e funzionale per ogni altra esperienza che la vita ci riservi. Se i sentimenti che, improvvisamente, compaiono anche dopo un week end, chiamiamolo di "sesso" rimandano ad emozioni e sensazioni più che piacevoli, è necessario viverle in prima battuta, per poi provare a rimandarle semplicemente con un "come si rimane?" Se l'altra persona ha sentito la stessa energia, o comunque il piacere è stato più forte del "difendersi", molto probabilmente, una tale domanda, eviterà, sia il messaggiarsi, attendendo risposte che potrebbero non arrivare mai, che il ricordarsi la telefonata che non sta sopraggiungendo…probabilmente vi sarete già accorti che vi state frequentando! 
Never mind gente, ho solo raccontato una cesta di cazzate perchè io ,il "carpe diem", lo detesto. Semplicemente.
p.s. accolgo (a malincuore..) l'invito di Rasmus onde evitare "tuoni e fulmini" da chicchessia, orsù dunque quindi: 1) volume totale dei file musicali: pochi, ma davvero pochi 2) l'ultimo cd che hai comprato: the girl in other room, Diana Krall 3) canzone che sta suonando ora: soundtrack di sandokan 4) le cinque canzoni che ascolto spesso: Can't buy me love, Michael Bublè - Wish you were here, Pink Floyd - Mercedes Benz, JJoplin - Parameters, Ani Di Franco - Colpevole, Nicola Arigliano 5) cinque persone alle quali passo il testimone: Glittering, Greenblue, Mom, 120180, Svyzly. Do it.


