Accadimenti bizzarri nella mia vita. Non mi stupisco più di niente oramai, tuttavia, il presentimento che un fato bastardo voglia indicarmi chissà cosa, fa capolino nella mia mente tradita. Ho viaggiato per lavoro in questi giorni e, sebbene non stessi d'incanto, ho avuto l'opportunità di visitare qualche città e luoghi vitali annessi. Da un sottosopra di confine a dei magazzini generali di periferia e, sempre rigidamente a carico degli indigeni colleghi "mondani". Vita surroga in fondo. Quello che segue è un estratto di un bellissimo libro. Applauso personale ad occhivispi, per la segnalazione "indispettita" che mi ha fatto oggi pomeriggio.
Si svegliò, aprì gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com'era nel non-essere da cui era appena affiorato. Se l'energia di accertare la propria collocazione nel tempo e nello spazio gli mancava, gliene mancava anche il desiderio. Sapeva soltanto di esistere, d'avere attraversato vaste regioni per ritornare dal nulla; c'era, al centro della sua coscienza, la certezza di una tristezza infinita e al tempo stesso rassicurante, poiché era la sola ad essergli familiare. Non aveva bisogno di ulteriore consolazione.
Paul Bowles, Il tè nel deserto



