Non potevo resistere, no, lo sapevo che sarebbe andata a finire così. Non mi dire nulla. Lo so non avrei dovuto abbandonarti, neppure un istante, ma del resto, per uscire da te, seppure per qualche ora, non ho potuto fare altrimenti e mi sono lasciato andare, bevendo qualche bicchiere di troppo, dimenticandomi di te. Non è la prima volta che capita. Tu lo sai benissimo. Oramai è vero, di rado, ma quando ero più giovane fuggivo spesso. Forse avevo paura, bisogno di evadere, di uscire dagli schemi, per sentirmi leggero, etereo. In quei frangenti, tu mi hai sempre lasciato stare, senza mai ostacolarmi, sapendo che alla fine sarei ritornato da te con la coda tra le gambe, piegandomi al tuo volere. Potevi farmelo notare prima quando ero più giovane, anche semplicemente con un accenno. Non mi rimproverare adesso, te ne prego, ora che ho 35 anni e un fottutissimo mal di testa che mi fa esplodere le tempie. Ma non ti sei mai interrogata sulla necessità di questi miei allontanamenti? Ti sei mai chiesta perché, perché, perché.....? Noo? Bene, allora mettiti comodamente seduta e fammi tirare fuori tutto ciò che ho da dirti, tu, che te ne stai rintanata non so bene dove, ed il tuo alitarmi sulle spalle, il tuo farmi venire i sensi di colpa, gradualmente, ha alimentato in me un senso di stanchezza, d’asfissia nei tuoi riguardi fino a trasformarsi in nausea. Non avresti dovuto sentirti in diritto di dire sempre la tua, solo perché hai deciso di vivere con me, credo, fin dal mio primo battito cardiaco; forse stai insinuando che io ti ho cercata? Vorresti affermare che io ti ho nutrita, che tu sei frutto mio, che io non esisterei senza di te? E’ assurdo! Tutto questo è assolutamente falso. In ogni modo credo che io e te siamo incompatibili. Tu vuoi capire tutto e mi tormenti con quesiti dei quali hai già la risposta pronta. Aspetti giorni e giorni interi per farmi arrivare da solo alla soluzione: mi fai sprofondare, fino a toccare il fondo, fino a farmi sentire un verme che si attorciglia su se stesso con tutta la sua forza. Ed io ti odio per questo. Io ti odio! La vita è abbastanza dura da sola; se poi ti ci metti tu con le tue introspezioni, è la fine. Lasciami vivere serenamente non mi complicare l’esistenza, io, che ho sempre desiderato condurre una vita media, normale e soprattutto tranquilla, si, tranquilla e silenziosa, apprezzando quello che viene senza pretese. Una famiglia, un lavoro normalissimo, senza diventare chissà chi o che cosa. Ed invece tu, si, proprio tu, hai aperto nuove strade, che s’intersecano, con salite e discese, curve pericolose, passaggi a livello. Ma chi te l’ha chiesto? Perché lo hai fatto? Chi ti ha autorizzato? Potevi almeno condividere questo tuo progetto con me; chiedermi se potevo essere in grado di sopportare una cosa del genere piuttosto che farmi arrivare al limite di una crisi di nervi?!
A denti stretti osservo le tappe importanti della mia vita che stentano a rimanere indenni nel mio labirinto cerebrale; come carta stampata e conservata a lungo nel cassetto segreto dei ricordi, esse giacciono ingialliti ma indelebili, pronte ad essere rispolverate nei momenti d’intimità con te.
Non ho amarezze in tal senso, né provo un lieve senso di tristezza che potrebbe bagnare i miei occhi. Tanta è la voglia di sporcarmi di me, di conoscermi senza il tuo influsso, sentire che ci sono nella carne, di provare emozioni senza addurle al tuo cospetto. Ho respirato aria stantia e ferma con te. Ho sbattuto la testa ripetutamente contro i muri della mia esistenza per sconfiggere la vergogna, per liberarmi delle fissazioni, per indugiarmi a riflettere sotto il tuo fluido ininterrotto. Ho strappato via le vene pensando di riuscire a strappare via anche te. Ma così non è stato. Non sono riuscito nemmeno a smussarti gli angoli, a renderti diversa.
Tu sei la coscienza che consapevolmente mi ha rovinato, mi ha deturpato le ali, mi ha impedito, imploso le emozioni. Sono esausto. Non ho più la forza di reagire e sento la necessità di lasciarti, questa volta per sempre.
Sto contando i minuti, gli ultimi minuti della mia convivenza con te. Un sorriso macabro spunta dalle mie labbra: si nutre della tua condanna a morte che dichiaro pubblicamente in questo preciso istante. Io sarò il tuo giustiziere! Farò in modo di farti soffrire lentamente, molto lentamente fino a farti impazzire, fino a capovolgere i destini. Voglio vederti agonizzare, osservare da spettatore la tua trasformazione. Mi tapperò le orecchie per non sentire le tue urla, ed assaporerò avidamente, giorno dopo giorno, notte dopo notte, la tua sparizione, assistendo al di fuori delle sbarre della tua prigionia.
Così tu, Coscienza, morirai ed io, da quel momento, rinascerò, finalmente da solo. (emmenunz)
Scritto da : zuruck
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