Voi incontrate un amico che vi aveva invitato ad una festa ed a cui avevate risposto di essere, purtroppo a Venezia nel giorno in questione. In realtà avete mentito solo per non "giustificare" il vostro rifiuto con un disinteresse per tale riunione sociale a cui l'amico dava molto valore. Mentre state rincasando per cena il vostro amico vi vede e vi chiede come mai non siate a Venezia. A questo punto dovete escogitare una seconda bugia che spieghi perché non siete a Venezia e che inoltre vi permetta di ribadire l'impossibilità di accompagnare l'amico alla festa (ad es. "Mi sono piombati in casa dei parenti che vivono in Svezia e da due giorni li ospito e mi dedico a loro"). La seconda bugia è sicuramente una "conseguenza" della prima, ma niente vi impediva di dire: "Scusami, ma la verità è che quell'incontro non mi interessa". Avete mentito una seconda volta non "a causa" della prima bugia ma perché avete mantenuto l'intenzione di non andare all'incontro e di non deludere l'amico. Cioè avete mentito una seconda volta per "tenere in piedi" la prima bugia. Nel caso delle difese, la situazione è la stessa, con l'unica differenza che non si "mente" solo agli altri, ma si mente anche a se stessi. La "logica" delle azioni intenzionali funziona sulla base di intenzioni/azioni che sostengono altre intenzioni/azioni e non di enunciati che si deducono logicamente da premesse. Uhmmm....
Scritto da : zuruck
Link al post : link
Commenti : commenti (11)
Categorie :
Commenti



