Ormai mi aspettavo che da un momento all’altro ricominciasse a parlare. Più passava il tempo e più mi accorgevo che il rispettoso silenzio lo stimolava a raccontarsi ed a raccontare ciò che sentiva intorno a sé. All’improvviso, dopo una curva a gomito, disse: "Secondo te, è meglio avere dei rimpianti, dei rimorsi, tutti e due oppure niente?". Stavo cercando di trovare le idee e la voce per rispondere, quando mi resi conto che la domanda era rivolta a lui stesso. "Io credo che il rimpianto sia quello stato dentro di noi quando ci puniamo per non aver fatto qualcosa, il rimorso è quella sensazione che ci prende quando abbiamo fatto qualcosa di cui ci pentiamo. Puoi studiare quanto vuoi ma, alla fine, il rischio di sbagliare esiste sempre. In ogni situazione dell’umana vita puoi fare una cosa e pentirtene oppure puoi non farla e rimpiangerla. Potresti domandarmi, a questo punto, quale sia il saldo della mia bilancia, ed onestamente dovrei risponderti che credo sia molto vicino all'equilibrio perché ho alcune esperienze che rimpiango di non aver avuto il coraggio di affrontare o per le quali non mi è stata offerta una possibilità, e perché ho alcune esperienze che, col senno di poi, avrei preferito non fare, oppure che avrei non mi fossero state imposte. Tante volte, ho rimpianto di non essermi buttato in un letto con la ragazza che mi si offriva, ma ho preferito ciò al rimorso per averlo fatto senza che vi fosse da parte mia altro che solo la ricerca del piacere fisico in una delle tante. Ho il rimorso per non aver completato gli studi, ma così non ho il rimpianto per non aver assecondato ciò che la mia natura mi spingeva a fare. Ora rimpiango un po’ tutto il tempo che avrei dovuto dedicare al rapporto con mio padre, e so già che comunque un giorno avrò anche il rimorso per non avervi posto rimedio. Ho il rimpianto di aver aiutato in parte, non oltre i limiti del sacrificio, mia madre che si ammazza di fatica per mantenersi con la sua pensioncina, anche in questo caso avrò il rimorso generato dall’aver capito tutto troppo tardi. Spesso le parole che dico o che non dico sono causa di rimorsi o rimpianti. Trovo che sia così dannatamente difficile poter offrire sempre la parola o il silenzio giusti. La paura che mi lega mi porta sempre a pensare che è meglio avere un rimpianto piuttosto che un rimorso. Ma ciò non è vero. Ci sono rimpianti che si devono avere e rimorsi che bisogna vivere, ma comunque non è detto che ciò che si fa o si dice debba per forza sfociare in un rimorso. Di sicuro c’è che se non provo a fare o dire qualcosa avrò il rimpianto di non sapere che cosa c’è dietro, oltre e più in là ai margini della nostra vita. E’ forse la paura di crescere che mi ha portato a porre i limiti della mia azione e spesso a rinunciare per la paura di un insuccesso. A volte sono i condizionamenti dell’esterno che ti aiutano a scegliere, cosa fare e cosa non fare, o cosa dire e cosa non dire, ma ricordiamoci che alla fine rimpianti e rimorsi sono comunque tutti nostri, anche se l’intento degli altri non era quello di fare niente di personale!."
Scritto da : zuruck
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