22 maggio 1771
Che la vita degli uomini sia soltanto un sogno, l'hanno pensato in molti, e anche a me capita continuamente di sentirmi attirato da questa sensazione. Quando vedo la limitatezza in cui sono prigioniere le energie fattive e sperimentali dell'uomo... quando vedo come ogni azione tenda alla soddisfazione di bisogni che altro scopo non hanno se non quello di allungare la nostra misera esistenza, e per giunta che ogni appagamento riguardo a certi punti della scienza non è che una sognante rassegnazione, un dipingere le pareti fra le quali siamo incastrati di figure variopinte e di scorci luminosi, ecco, tutto ciò, Guglielmo, mi fa restare di sasso. Mi ripiego in me stesso, trovo il mio mondo! daccapo fatto più di presentimenti e oscure voglie che di realtà e energie vive. E allora tutto s'annebbia in me e continuo trasognato a sorridere al mondo così com'è.
(i dolori del giovane werther - goethe)



